Cancro e psiche: il supporto psicologico nella malattia oncologica

“A ciascuno il compito di trasformare le proprie ferite in punti di inserimento per le ali.”
(J. Sullivan)
La diagnosi di cancro arriva spesso del tutto inattesa e ha inevitabilmente un effetto deflagrante sulla psiche di chi la riceve. Il cancro mobilita infatti intense angosce di sofferenza e di morte e chi scopre di esserne affetto spesso entra in crisi, prendendo coscienza della propria vulnerabilità. La mente, così abile ad eludere il pensiero della propria natura mortale, inizia a percepirla come una prospettiva concreta e niente sembra più poter essere come prima. Il supporto psicologico ad approccio breve strategico può rappresentare un valido aiuto per occuparsi della proprio benessere mentale durante il percorso di cura della malattia oncologica. Questo articolo parte dalla narrazione di un’esperienza reale, per poi citare alcune delle tecniche che possono essere utilizzate nella consulenza psicologica.
L’approccio breve strategico nella malattia oncologica: una testimonianza
La diagnosi di cancro
Oltre la malattia del corpo: le emozioni
Mi sono concessa il tempo per il dolore e lo spazio per l’angoscia. Questo il primo insegnamento strategico che ho messo a frutto. Ho capito che le emozioni che provavo erano normali, ineluttabili, e che se le avessi ignorate e combattute sarebbero tornate indietro come un boomerang, ancora più forti e incontrollabili.
Il potere della mente
“Cosa potrei fare o non fare, pensare o non pensare, se volessi volontariamente peggiorare questa situazione anziché migliorarla?” – questa la domanda che più volte mi sono posta durante i mesi di terapia. E così mi sono resa conto che sarebbe stato ancora peggio se avessi ceduto alla stanchezza e all’apatia, chiudendomi in me stessa e abbandonando i miei interessi.
Tuttavia, Milton Erickson insegna che “in un giardino puoi guardare i fiori, o puoi guardare le erbacce” e io scelto di concentrarmi sui fiori, quei professionisti che con passione e dedizione si sono presi cura di me in questo lungo anno, non facendomi mai mancare il loro supporto.
E adesso?
Io scelgo di ripartire, consapevole di aver rafforzato in questo percorso di vita la risorsa più preziosa per affrontare le difficoltà: la resilienza.”
Cancro e psiche: alcune strategie per stare meglio
Nel paragrafo precedente sono evidenziate alcune tecniche tipiche dell’approccio breve strategico che possono essere utilizzate nel percorso di supporto per preservare il benessere psicologico di chi combatte contro il cancro e favorirne la resilienza.
- La tecnica del “come peggiorare”: è una tecnica di problem solving paradossale, che aiuta a evidenziare i pensieri o i comportamenti che, messi in pratica, aggravano ulteriormente la situazione o la percezione della stessa. Si sviluppa così una forte avversione verso gli atteggiamenti disfunzionali, che vengono sostituiti da altri più adeguati. Di fronte alla diagnosi di cancro ci si sente spesso impotenti e si può pensare che niente sarà più come prima. Spesso, tuttavia, il nostro potere di agire sulle circostanze per renderle più o meno sopportabili è maggiore di quanto pensiamo.
- Le tecniche di scrittura: la scrittura è un mezzo estremamente efficace, che aiuta ad esternalizzare e far defluire le emozioni, nonché ad elaborarle e viverle gradualmente con maggiore distacco. Scrivendo è possibile canalizzare la rabbia, il dolore e l’angoscia, ritrovando uno sensazione di calma e leggerezza.
- La “peggiore fantasia”: si tratta di una tecnica molto utile per superare le fobie, che ho già descritto in altri articoli di questo blog. Durante le cure oncologiche può essere utile per affrontare esami o procedure che generano ansia e paura.
- La tecnica del “come se”: consiste nel comportarsi, a partire da piccole cose quotidiane, “come se” il problema non ci fosse o come se la propria percezione della realtà fosse diversa da come viene esperita. Introducendo ogni giorno piccoli cambiamenti nelle proprie azioni, si arriva gradualmente ad una diversa e più funzionale percezione della realtà. “Che cosa farei oggi di diverso se non m vergognassi di aver perso i capelli?” – potrebbe chiedersi un paziente sottoposto a chemioterapia: magari uscirebbe di casa più volentieri, incontrerebbe degli amici, si vestirebbe in maniera più curata. Perché non provare a mettere in pratica una di queste cose? Spesso, i limiti più grandi risiedono nella nostra mente.
Serve aiuto?
È possibile provare a sperimentare in autonomia alcune delle tecniche sopra descritte, dopo averle adeguatamente approfondite in uno dei numerosi libri di psicoterapia breve strategica in cui sono descritte.
Si tratta infatti del professionista più indicato per occuparsi del benessere della propria mente durante le cure oncologiche, in grado di offrire un adeguato supporto e di guidare di volta in volta la persona nell’utilizzo delle strategie più appropriate per affrontare le diverse situazioni ed emozioni che incontrerà nel corso delle sue battaglie.



