La ruminazione e il senso di colpa: due ostacoli nell’elaborazione del lutto per il proprio pet

senso di colpa lutto animale

Diventi responsabile per sempre di ciò che hai addomesticato

(Antoine de Saint-Exupéry)

 

La ruminazione e il senso di colpa rappresentano due importanti ostacoli nell’elaborazione del lutto per il proprio pet, bloccando la persona su pensieri e comportamenti disfunzionali che mantengono e alimentano le emozioni negative, impedendone la trasformazione.

L’elaborazione del lutto, ovvero il processo che permette di trovare un nuovo equilibrio dopo la perdita, è infatti complicata dalla tendenza a pensare insistentemente all’accaduto e agli eventi concomitanti e dall’emergere di del senso di colpa.

Il Pet Loss Counseling e la psicoterapia offrono strumenti validi per intervenire efficacemente su questi aspetti, aiutando le persone ad affrontare in modo più sereno il lutto per la morte del proprio animale da compagnia.

 

Che cos’è la ruminazione?

La ruminazione consiste nel focalizzarsi in maniera persistente e ripetitiva sulle proprie emozioni negative, senza riuscire a regolarle e ad attenuarle. Quando cadiamo nella ruminazione pensiamo continuamente a quanto stiamo male e alle circostanze che hanno determinato il nostro malessere.

Nel lutto per la morte del nostro animale da compagnia, la tendenza alla ruminazione riflette la difficoltà ad accettare l’evento e le forti emozioni che ne derivano. Tipicamente, la mente si aggroviglia nel tentativo di ripercorrere gli eventi che hanno portato all’esito infausto, cercando di formulare ipotesi su scenari alternativi che avrebbero potuto impedire una perdita tanto dolorosa: “se solo mi fossi accorto prima dei sintomi, forse il veterinario lo avrebbe salvato”, “se avessi percorso un’altra strada, non avremmo mai incontrato il cane che  ha aggredito Lucky”, “se lo avessi tenuto in casa, Ugo ora sarebbe ancora con me”… in un incessante processo di analisi dell’accaduto, che porta all’interminabile successione di possibilità che non saranno mai verificabili.

A ben vedere, nella ruminazione la nostra mente tratta il lutto come un problema che potrebbe essere risolto e non come un evento ineluttabile di cui possiamo solo prendere atto.

 

A cosa serve la ruminazione?

Forse non lo hai mai pensato, ma ruminare aumenta la nostra percezione di controllo sugli eventi. Ci illudiamo che, pensando e ripensando all’accaduto, analizzando minuziosamente la situazione, manipolando nel nostro immaginario le variabili più rilevanti, potremmo trovare una soluzione. Anche se siamo consapevoli che niente porterà indietro il nostro amico più fedele, magari, sforzandoci, potremmo trovare una spiegazione rassicurante. Potremmo trovare qualcosa che possa proteggerci, o almeno distrarci, dalla straziante realtà dell’ineluttabilità della morte.

Sì, perché a rendere così straziante il lutto, non è solo la mancanza di qualcuno che amavamo e che ci amava profondamente, ma anche la percezione della totale mancanza di controllo sugli eventi. Ci sentiamo impotenti, inermi, in balia del caso.

Ci troviamo di fronte ai nostri limiti di esseri umani: non possiamo prevenire tutto, non possiamo conoscere tutto, non arriviamo dappertutto.

 

Ruminazione e senso di colpa

Qual è il prezzo da pagare per l’illusione di controllo che la ruminazione ci offre? Si tratta di un prezzo molto alto: il peso del senso di colpa.

Antoine de Saint-Exupéry, nel suo celeberrimo “Il Piccolo Principe”, coglie in maniera molto efficace un aspetto caratteristico delle relazioni tra le persone e i loro animali da compagnia: “Diventi responsabile per sempre di ciò che hai addomesticato”. I nostri pet si affidano a noi, dipendono in tutto e per tutto da noi e ne siamo responsabili. Siamo responsabili di garantire il maggior benessere possibile, prendendocene cura al meglio delle nostre possibilità.

Questo senso di responsabilità interviene nelle nostre elucubrazioni e semplifica il processo di ricerca di una spiegazione, di un “colpevole” che avrebbe potuto e dovuto evitare la morte di una creatura tanto cara: è colpa nostra, noi non abbiamo fatto abbastanza o non abbiamo fatto la cosa giusta.

Ci sentiamo stupidi, negligenti, indegni della fiducia che il nostro pet nutriva nei nostri confronti.

Come abbiamo potuto? Ora è così chiaro il modo in cui avremmo dovuto comportarci, sono così evidenti le scelte che avremmo dovuto fare! E non ci diamo pace, il senso di colpa ci attanaglia.

 

Il “senno del poi”: è davvero colpa tua?

Come abbiamo fatto a non capire prima ciò che ora appare così evidente?

Potrà sembrare banale ma, prima, non avevamo “il senno del poi”. “ Il senno del poi”, ovvero la coscienza e la consapevolezza di ciò che si è effettivamente realizzato, rende possibile una valutazione a posteriori delle scelte compiute, delle decisioni prese e del nostro agire in generale, alla luce di informazioni acquisite dopo aver preso atto delle conseguenze che si sono realizzate.

La ruminazione fa un uso molto esteso del senno del poi. Con il “senno del poi” riusciamo a individuare gli errori compiuti e siamo portati a valorizzare le decisioni alternative a quelle effettivamente prese. Ragioniamo come se tutto ciò che sappiamo ora lo avessimo potuto sapere anche in passato.

Ecco, questo è il punto debole del pensiero che fa uso della conoscenza a posteriori.

Quando, prima che il nostro animale morisse, abbiamo fatto certe scelte, ci siamo comportati in un determinato modo, abbiamo ritenuto opportuno pensare e agire come abbiamo fatto, il “senno del poi” non lo avevamo.

Non abbiamo la sfera di cristallo. Ogni volta che prendiamo una decisione, possiamo farlo solo sulla base degli elementi e delle informazioni disponibili in quel preciso momento. Possiamo fare ipotesi su come andranno gli eventi, ma non abbiamo mai certezze. E, nell’incertezza, prima che il nostro amico a quattro zampe ci lasciasse, abbiamo sicuramente scelto ciò che, in quel momento, ci sembrava più giusto per il suo bene. Nei limiti delle nostre possibilità, con le migliori intenzioni.

Non può essere una colpa l’incapacità di prevedere il futuro.

 

L’effetto della ruminazione e del senso di colpa sull’elaborazione del lutto 

Il processo di elaborazione del lutto porta naturalmente alla graduale accettazione della morte del nostro animale da compagnia. Quando questo processo evolve senza intoppi, emozioni quali il dolore, la tristezza, l’angoscia e la rabbia si fanno via via meno intense e lasciano spazio alla dolcezza della malinconia, al calore dei bei ricordi e alla voglia di tornare a stare bene, portando dentro di noi chi non c’è più.

Tuttavia, la tendenza alla ruminazione, soprattutto quando si associa al senso di colpa, blocca questa naturale evoluzione del lutto e prolunga il disagio in svariati modi:

Focalizza l’attenzione su pensieri, ricordi ed emozioni negative
Impedisce di impegnarsi in attività che potrebbero farci stare meglio e promuovere il ricordo positivo dell’animale
Diminuisce la percezione di supporto sociale, sia perché tendiamo a chiuderci nei nostri pensieri sia perché, quando condividiamo il nostro tormento e puntualmente rifiutiamo qualsiasi prospettiva alternativa, suscitiamo irritazione e rifiuto negli altri.

La ruminazione diventa quindi un meccanismo di conservazione della sofferenza provocata dal lutto che, talvolta, viene percepita come l’unica possibilità di mantenere l’ultimo legame con chi non c’è più (“se smetto di stare male, rischio di dimenticarlo”, “se stessi meglio, sentirei di tradire Sky”).

 

Come uscire dalla ruminazione e dal peso del senso di colpa?

Se sei arrivato a leggere fino a qui, probabilmente ti sei riconosciuto nei meccanismi che ho descritto. Forse hai trovato questo articolo cercando on line una soluzione al tuo malessere, perché ti sei già reso conto che non è facile uscire da soli dalla ruminazione e superare il senso di colpa.

Anche parlare con le persone che ti sono vicine e ti vogliono bene potrebbe non essere sufficiente, se non controproducente: le loro rassicurazioni e i loro tentativi di spingerti ad andare oltre potrebbero farti sentire incompreso, come se il tuo dolore venisse sminuito.

Se ti sei accorto di esserti incastrato da tempo in pensieri che sembrano non avere via d’uscita, ti senti schiacciato dal senso di colpa o percepisci “un peso sul cuore” che non accenna ad andarsene, è arrivato il momento di cercare un aiuto professionale.

Contattami e, con gli strumenti della Terapia Breve Strategica, ti aiuterò a uscire dalla trappola della ruminazione e a superare il senso di colpa in tempi brevi. Insieme troveremo strategie efficaci, calzate sulla tua situazione specifica, per interrompere i pensieri disfunzionali e liberarti dal senso di colpa.

La tua mente potrà finalmente concentrarsi sul ricordo di tutto il bello che tu e il tuo animale vi siete reciprocamente donati, così che la sofferenza che accompagna la sua assenza potrà trasformarsi nella gratitudine per il tempo vissuto insieme, che niente ti potrà mai portare via.

 

Bibliografia

  • Onofri, A., La Rosa, C., Solomon, R., Rando, T. A., & Verardo, A. R. (2015). Il lutto: Psicoterapia cognitivo-evoluzionista e EMDR. G. Fioriti
  • Sife W. (2014). The loss of a pet. Turner Publishing Company (Qui trovi la traduzione italiana)
  • Testoni, I., De Cataldo, L., Ronconi, L., Colombo, E. S., Stefanini, C., Dal Zotto, B., & Zamperini, A. (2019). Pet grief: Tools to assess owners’ bereavement and veterinary communication skills. Animals, 9(2), 67.