Il lutto per un animale: affrontarlo con il Pet Loss Counseling

lutto animale

“Date parole al dolore: il dolore che non parla bisbiglia al cuore sovraccarico e gli ordina di spezzarsi”

 (W. Shakespeare – Macbeth)

 

La maggior parte delle persone considera il proprio animale da compagnia come un membro della famiglia.  Il lutto è una condizione normale e attesa dopo la perdita di un animale da compagnia ed è paragonabile al lutto per la morte di una persona cara.

Anche in questo caso infatti si osservano le stesse fasi descritte in altre tipologie di lutto e le medesime manifestazioni sul piano emotivo, fisico, cognitivo, comportamentale e spirituale. Tuttavia, il lutto per la morte di un animale da compagnia presenta alcune specificità che possono renderne più difficile l’elaborazione. Il Pet Loss Counseling rappresenta un intervento psicologico utile per affrontare questa difficile esperienza.

 

L’elaborazione del lutto per un animale da compagnia: aspetti specifici

Il tempo degli animali da compagnia scorre purtroppo più velocemente del nostro: non importa quanti anni abbiano o da quanto tempo gli siamo legati, la loro morte avviene sempre troppo presto.

Le ricerche scientifiche recenti dimostrano come tra le persone e gli animali possano crearsi veri e propri legami affettivi di attaccamento, la cui rottura causa una profonda sofferenza, proprio come quando perdiamo una persona cara.

La perdita di un animale da compagnia è però caratterizzata da alcune criticità specifiche, che possono  ritardare o complicare l’elaborazione del lutto:

 

§ La mancanza dei rituali di congedo

I riti, quali l’usanza di rendere omaggio alla salma nella camera ardente, il funerale o la cerimonia di sepoltura, segnano l’avvenuto passaggio e agevolano la consapevolezza della perdita. In contesto in cui si realizzano trasmette inoltre una percezione di vicinanza e di conforto da parte di altre persone. 

Spesso, quando muore un animale da compagnia, la possibilità di mettere in atto rituali di congedo viene negata e ritenuta non appropriata dalla nostra società.  Ad esempio, non sempre si ha la possibilità di seppellire il proprio amico a quattro zampe, e molte persone hanno un atteggiamento critico nei confronti di questa scelte che, a livello psicologico, ha invece un importante valore e facilitano la percezione di sostegno sociale.

§ La difficoltà ad esprimere il proprio dolore

Parlare con altre persone dell’accaduto, certi di essere compresi nella propria sofferenza; ricordare chi non c’è più e ripercorrere gli eventi. La narrazione, ovvero il poter raccontare e condividere con gli altri la propria esperienza e le proprie emozioni, aiuta ad esprimere a far defluire le proprie emozioni; inoltre, aiuta a ridefinire l’accaduto così da poter superare la perdita.

Tuttavia, quando muore un animale da compagnia, può risultare difficile esprimere apertamente il proprio dolore, per paura di non essere compresi, di venire giudicati o derisi. La difficoltà di raccontarsi e il timore di essere biasimati per la propria sofferenza possono far sì che ci si tenga tutto dentro e si tenda ad isolarsi e a reprimere le proprie emozioni, rendendo più difficile l’elaborazione del lutto.

§ La scelta dell’eutanasia 

A differenza di quanto accade in medicina umana, in Italia, la medicina veterinaria offre la possibilità di procedere all’eutanasia. Se l’animale raggiunge una condizione in cui la qualità della vita non può più essere considerata accettabile, si può scegliere di porre fine alle sue sofferenze.

Sebbene questa opzione rappresenti una scelta compassionevole, si tratta di una decisione molto difficile per il proprietario, che si trova di fronte a veri e propri dilemmi etici, con implicazioni emotive importanti.

Qualsiasi scelta si compia, sia favorevole che contraria all’eutanasia, può provocare lo sviluppo di sensi di colpa e rimorsi legati alla sensazione di non aver preso la decisione migliore, che fanno sì che la perdita sia più difficile da superare.

Nonostante queste difficoltà, è possibile far fronte al lutto per la perdita di un animale da compagnia seguendo alcuni consigli. Se questi non dovessero bastare, è utile chiedere supporto a uno psicologo in grado di offrire interventi di Pet Loss Counseling.

 

7 consigli per elaborare il lutto per la perdita del proprio animale da compagnia

Ecco di seguito alcuni suggerimenti che ti permetteranno di procedere più facilmente attraverso le diverse fasi di elaborazione del lutto, agevolandone la risoluzione. Se il dolore, la rabbia o il senso di colpa permangono a lungo, se hai pensieri intrusivi relativi alla morte del tuo animale da compagnia o la sintomatologia fisica, cognitiva e comportamentale legata al lutto non migliora, potresti aver bisogno di un supporto specialistico.

 

1. Parlane, ma non con chiunque

Raccontare ciò che stai vivendo e condividere le emozioni che senti può darti uno sfogo immediato. Tuttavia è necessario selezionare le persone adatte ad accogliere le tue confidenze. Identifica qualcuno che riconosca l’importanza del rapporto con un animale da compagnia e che abbia vissuto l’esperienza della perdita; in questo modo il tuo dolore non verrà sminuito, criticato o ridicolizzato: non c’è niente di peggio che sentirsi dire “ma davvero ci stai così male? È solo un gatto!”. 

2. Esprimi le tue emozioni

Concediti il dolore, lasciati andare al pianto: si tratta di reazioni naturali e spontanee di fronte alla morte e rappresentano un modo fisiologico per attraversare il lutto. Se cerchi di mantenerti imperturbabile, se ti costringi a distrarti e a non pensare, rischi di prolungare e complicare l’elaborazione del lutto. Ricordare il tuo animale e accettare la sofferenza, invece che tentare di reprimerla, ti aiuta a stare meglio.

3. Preserva i ricordi

Ci sono molti modi in cui puoi ricordare il tuo animale: puoi raccogliere i suoi oggetti in una scatola, creare un album di fotografie, guardare dei filmati, conservare le sue ceneri. Di fronte alla morte, l’impulso può essere quello di scacciare i ricordi per evitare la sofferenza generata dall’assenza. Tuttavia, ignorare i ricordi e le emozioni li rende più potenti, imprevedibili e difficili da gestire.

4. Celebra il tuo animale

Abbiamo visto che, a differenza di quanto accade quando muore una persona cara, nel nostro Paese la perdita di un animale da compagnia non prevede usualmente l’organizzazione di riti funebri. Esiste però, in alcune città, la possibilità di offrire una sepoltura al proprio animale compagnia, in spazi che spesso diventano un punto di incontro e condivisione tra persone che condividono lo stesso dolore e un luogo di celebrazione del rapporto affettivo con gli animali.

Nulla vieta poi di creare un rito personale, che abbia significato per sé. Custodire le ceneri del proprio animale in un luogo a lui caro; coltivare una pianta e prendersene cura in memoria dell’animale che non c’è più; fare una donazione ad associazioni che si occupano di animali sfortunati; trasformare la sua medaglietta in un monile: sono esempi di azioni che hanno una funzione commemorativa.

I riti e i gesti simbolici sono importanti perché, da un lato, favoriscono la consapevolezza della perdita, dall’altro consentono di mantenere una continuità nel legame con chi non c’è più.

5. Utilizza la scrittura

Se hai qualche “questione non risolta” – dubbi rispetto alla malattia o ai trattamenti ai quali è stato sottoposto il tuo animale, domande rispetto alle circostanze della morte o sensi di colpa – rivolgiti alle persone più appropriate, primo fra tutti il medico veterinario, e parlane con loro.

Se sei arrabbiato o ti senti in colpa, può essere utile mettere per iscritto i tuoi pensieri e le tue emozioni; puoi anche scrivere una lettera al tuo animale, spiegandogli il ruolo che pensi di aver avuto nella sua morte e chiedendogli scusa per questo.

La scrittura aiuta anche a mitigare il dolore: narra l’accaduto gli eventi dal momento della diagnosi a quello in cui il tuo animale è mancato; ripercorrere i dettagli e le tempistiche aiuta a dare un senso agli eventi e alle decisioni che hai preso rispetto alle cure e alla morte del tuo animale. 

6. Evita le sostanze

Non cercare conforto nell’alcool, nelle droghe o negli psicofarmaci; il dolore si ripresenterà non appena svanirà l’effetto della sostanza.

7. Chiedi supporto

Poter contare sul sostegno da parte degli altri può aiutarti a mantenere lo stress entro livelli accettabili. Puoi chiedere a chi ti è vicino di ascoltarti quando hai bisogno di parlare, di accompagnarti a ritirare le ceneri del tuo animale se hai scelto la cremazione, di venire con te nel luogo in cui è stato sepolto.

Soprattutto nei primi giorni dopo la perdita, quando ti senti emotivamente e fisicamente affaticato, gli altri possono darti un aiuto concreto anche a portare a termine le incombenze quotidiane.

Se la sofferenza permane e hai la sensazione di non riuscire ad uscirne, rivolgiti a uno psicologo.

 

Pet Loss Counseling: che cos’è?

Il Pet Loss Counseling è un servizio di supporto psicologico dedicato al lutto per la perdita di un animale da compagnia, diffuso nel Regno Unito e negli USA; si tratta quindi di un intervento rivolto in modo specifico alle persone che soffrono per la perdita del proprio animale.

Questo tipo di servizio nasce  dall’esigenza di offrire ai proprietari in lutto uno spazio di accoglienza e supporto, in cui poter narrare la propria esperienza ed esprimere i propri pensieri e le proprie emozioni senza il timore di venire giudicati.

Il Pet Loss Counseling rappresenta inoltre un’opportunità per i medici veterinari, che spesso scelgono di integrarlo nelle proprie cliniche, collaborando con il “pet loss counselor” per aiutare i proprietari nella gestione degli aspetti psicologici legati ad una diagnosi grave, al fine vita o alla morte del proprio animale da compagnia.

In Italia la figura del pet loss counselor non è riconosciuta e il supporto all’elaborazione del lutto è una competenza specifica dello psicologo. È importante che lo psicologo che offre un servizio di supporto nell’elaborazione del lutto per un animale da compagnia abbia una buona conoscenza degli aspetti che caratterizzano la relazione affettiva che lega una persona al proprio pet:

solo così potrà accompagnarla adeguatamente attraverso il percorso che conduce dalla diagnosi, all’eventuale decisione dell’eutanasia, fino al periodo successivo alla morte dell’animale, aiutandola a trovare un nuovo equilibrio interiore.

 

L’elaborazione del lutto per un animale da compagnia: come posso aiutarti

L’approccio strategico offre un valido supporto nell’elaborazione del lutto, non solo attraverso il dialogo con lo psicologo, ma anche grazie a tecniche specifiche che vengono di volta in volta calzate alla situazione della persona che chiede aiuto.

Poiché ogni persona è unica e ognuno di noi sperimenta il dolore e la perdita in modo diverso, non esiste un protocollo d’intervento standard; l’obiettivo è quello di aiutare chi soffre per la morte del proprio animale da compagnia a superare la perdita e a riorganizzare la propria vita.  L’intervento è breve e focalizzato sulla difficoltà attuale e avviene sempre nel rispetto dei tempi della persona.

Ricorda che, come diceva Robert Frost, “se vuoi venirne fuori devi passarci nel mezzo”: se eviti il dolore, questo si mantiene e si incrementa sempre di più; al contrario se lo affronti e lo lasci defluire, esso si trasforma in un’esperienza che porterai sempre con te, ma senza più soffrirne.

 

Quando rivolgersi a uno psicologo?

Gli incontri possono iniziare sia successivamente alla perdita che nel momento in cui si viene a conoscenza di una diagnosi grave o di una patologia a prognosi infausta relativa al proprio animale da compagnia.

È inoltre possibile ricevere sostegno già durante la fase terminale della vita del proprio animale da compagnia, affrontando anche gli aspetti psicologici relativi a decisioni importanti e peculiari del rapporto con gli animali da compagnia, quale la scelta dell’eutanasia.

In questa fase, la persona verrà accompagnata a gestire in modo adattativo e funzionale le emozioni e la sofferenza, a recuperare e a investire in maniera costruttiva le proprie energie, così da poter valorizzare gli ultimi momenti della vita insieme al proprio animale da compagnia.

Se la perdita è già avvenuta, oltre a creare spazi in cui dare sfogo alle emozioni, l’intervento potrà aiutare a sciogliere eventuali sentimenti di rabbia, rimorsi e sensi di colpa e condurre la persona alla riorganizzazione della propria vita.

Le esperienze positive vissute con il proprio animale da compagnia resteranno sempre una parte importante di sé, da conservare in uno spazio mentale riservato al ricordo.

 

Adottare un nuovo amico?

Molto spesso viene consigliato a chi ha perso il proprio animale da compagnia di adottarne subito un altro, così da mitigare la sofferenza e il vuoto lasciati da chi non c’è più. Non esiste un tempo giusto o sbagliato entro cui prendere questa decisione, in quanto ogni persona è diversa e ognuno elabora il lutto in tempi e modi che gli sono propri.

L’adozione di un altro animale dopo averne perso uno molto amato a volte può presentare qualche difficoltà e creare confusione e sentimenti contrastanti. Spesso si ha paura di poter soffrire di nuovo o si ha la sensazione di fare un torto al proprio animale da compagnia, come se lo si volesse “rimpiazzare”.

Ovviamente è impossibile sostituire un animale con un altro: ogni relazione è unica e ogni animale è diverso, anche due individui della stessa razza, simili in tutto e per tutto nell’aspetto, non avranno le stesse caratteristiche di personalità e con ognuno si creerà un rapporto peculiare.

Perciò, se adottare un nuovo animale risponde all’obiettivo di “riavere indietro” l’amico che non c’è più, il tentativo è destinato a fallire e rischia di aggiungere alla sofferenza del lutto la delusione per non veder realizzate le proprie aspettative.

È però possibile di legarsi a un altro animale anche mentre si attraversa il lutto per la perdita del proprio animale da compagnia, ottenendo conforto e supporto dal nuovo amico. In altre parole, nonostante la perdita subita, è possibile continuare ad amare e a prendersi cura di qualcuno.

 

Alcune domande da porsi:

Per capire quali motivazioni ci inducono ad adottare un nuovo pet e se possa essere il momento giusto, può essere utile porsi le seguenti domande:

  • Cosa mi aspetto dall’animale che vorrei adottare? Cosa spero che possa fare per me?
  • Negli ultimi anni la mia routine era scandita da abitudini ben consolidate, con un animale magari anziano: sono pronto ad affrontare i cambiamenti che l’adozione di un nuovo animale comporta?  Ho voglia di costruire una nuova routine, probabilmente diversa da quella precedente?
  • Ho le risorse necessarie in termini di tempo, energie e soldi per accudire un nuovo animale da compagnia o il lutto mi fa sentire ancora troppo esausto e “svuotato”?
  • Cosa ne pensano i miei famigliari? Siamo tutti d’accordo o qualcuno potrebbe aver bisogno di un tempo maggiore?

Gli animali da compagnia aggiungono bellezza alla nostra vita. Ci fanno sentire amati e apprezzati, non ci giudicano, riempiono le nostre giornate, ci fanno provare numerose emozioni positive e offrono conforto nei momenti di tristezza e difficoltà.

Quando ti sentirai pronto, da qualche parte ci sarà un nuovo amico che ti aspetta per godere di tutte le occasioni di gioia e spensieratezza che potrete donarvi reciprocamente.

 

BIBLIOGRAFIA

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